Matteo Luzzana, è lieto di invitare tutti gli
amanti del monopattino
ad apprezzare il suggestivo
paesaggio delle valli bergamasche
partecipando alla prima
edizione del
Valtaleggiotocht
percorso di 62,5 km suddiviso
in tre tappe
di cui due di tipo trasferimento, da affrontare con spirito ciclo-turistico
ed una, la tappa centrale, di tipo competitivo e
valida per il campionato
individuale di monopattino.
Valtaleggiotocht
21 maggio
2006
Ritrovo = ore 8.00 |
casello di Dalmine
dell’autostrada Milano-Venezia |
|
Partenza = ore 8,30: |
da Clanezzo |
0 km |
Trasferimento: |
Clanezzo – Ubiale
– Ponti – Brembilla |
9 km |
Prova
speciale cronometrata: |
Brembilla – Gerosa – Forcella di Bura (GPM) –
Vedeseta – Olda (GPM) – Sottochiesa |
23 km |
Trasferimento: |
Sottochiesa – Orrido
Valtaleggio – S. Giovanni Bianco – S. Pellegrino – Bracca
– Zogno – Ponti – Ubiale – Clanezzo |
30,5 km |
Totale: |
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62,5 km |
Il percorso si sviluppa su strade aperte al
traffico, ma a parte il primo tratto tutto il resto del circuito è poco
trafficato.
Il percorso competitivo si sviluppa prevalentemente
in salita e prevede due Gran Premi della Montagna, ma ci sono anche dei tratti in discesa.
La terza tappa
attraversa lo spettacolare Orrido della Valtaleggio e riporta al punto di
partenza.
Alla fine della
fatica tutti a pranzo insieme.
E’ molto
gradita una vostra mail, sms o chiamata di adesione.
Matteo
Luzzana - m.luzzana@zbf.it - 335
6942714
Federico Torti – fedetorti@libero.it - 347 7739413
Un commento di un ciclista sulla salita
“Comincio subito col dire che questa salita e’ forse la meno impegnativa dell’intera zona, addirittura più facile della salita di Berbenno, lato Ponte Giurino. Solo la tentazione di spingere molto e la lunghezza della tappa possono rendere difficile una salita che per le modeste pendenze, si addice particolarmente ai principianti e a chi in salita soffre oltre misura. Va altresì benissimo come prima uscita primaverile quando non si e’ ancora in piena forma e magari si e’ accumulato qualche chilo di troppo durante l’inverno.
Come detto, si passa da Sedrina: e’ d’obbligo ricordare che questo e’ il paese nativo del grande Felice Gimondi che soleva allenarsi anche su questo tracciato. Costante, soprattutto nella seconda parte, e priva d'impennate, la Forcella di Bura viene raggiunta al termine di una scalata che si sviluppa nelle Prealpi Orobie, mettendo in comunicazione la bassa Val Brembana con la Val Taleggio.
Una scalata facilissima, infatti nei primi 8 chilometri la pendenza media e’ di poco superiore al 2%, un po' meno facile quando la strada lascia il fondovalle (in prossimità dell’ottavo chilometro appunto) e si eleva sopra uno sperone roccioso stratificato, denominato Predosola: qui la pendenza media sale un po’ e si attesta intorno al 5% Sino a Brembilla la strada e’ molto larga e quasi interamente allo scoperto, dato pero’ che il sole vi arriva solo nella tarda mattinata, si pedala al fresco.
A Brembilla si prende a destra subito dopo il ponte seguendo l’indicazione per Gerosa. La strada diventa più stretta, l’ombra non manca e man mano che si sale anche i molti scorci panoramici offerti diventano interessanti. I tornanti da superare sono in tutto cinque, davvero pochi data la lunghezza del percorso!!! Il traffico è assai modesto, il fondo stradale in buone condizioni.
La Forcella di Bura si trova in mezzo ad una semicurva a sinistra, non è annunciata da alcun cartello segnaletico, ma è facilmente individuabile per la presenza di una piccola edicola votiva sul lato destro della strada.
Scendendo sul versante nord, che ha pendenze ancor più dolci, si raggiunge la VaI Taleggio. Superata la Forcella si scende in direzione di Olda, e poi ancora fino a SanPellegrino passando per S.Giovanni Bianco e attraversando la suggestiva e spettacolare gola tra Olda e S.G. Bianco.”

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